Rimedio per le emorroidi interne

Rimedio per le emorroidi interne

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Quali sono i rimedi per le emorroidi interne? Prima di tutto per valutare lo stato della patologia emorroidaria è necessario effettuare una visita proctologica specialistica e, in alcuni casi, esami strumentali a seconda dello stato di salute complessivo del paziente.

La localizzazione delle emorroidi è fondamentale per impostare la terapia. C’è da chiarire che le emorroidi sono una patologia venosa e sono diversi i fattori che possono essere considerati all’origine del dolore emorroidale. A soffrirne è l’ultima porzione del retto, che fisiologicamente tende a dilatarsi a causa della pressione sanguigna che giunge nella parte distale del corpo. È fisiologicamente il rigonfiamento delle vene a portare un rallentamento del flusso sanguigno, il primo step che porta alla formazione dei coaguli.

Anche chi soffre di stipsi, spesso a causa di un’alimentazione scorretta, ricca di cibi piccanti, spezie, bevande alcoliche e abuso di grassi, avverte la patologia emorroidaria. Sia per episodi temporanei che per la presenza costante di emorroidi interne, è necessario rivolgersi al medico specialista e iniziare una cura definitiva per non soffrire mai più di emorroidi e ritrovare la serenità in tutte le attività quotidiane.

In passato era molto diffuso l’intervento chirurgico che prevedeva l’asportazione delle emorroidi o il loro “legamento” che aveva l’obiettivo di far morire i coaguli in modo naturale.

Tuttavia tali interventi non si sono dimostrati risolutivi per i pazienti, che hanno poi avuto ricadute e non hanno risolto il problema delle recidive.

La terapia rigenerativa è, ad oggi, una vera rivoluzione nella cura delle emorroidi interne, ed è un trattamento non invasivo e che permette una rapida ripresa delle attività, in pratica dal giorno successivo al trattamento. L’operazione di rimozione del coagulo rimane una strada valida solo in casi estremamente rari.

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Emorroidi sintomi

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I sintomi delle emorroidi sono piuttosto riconoscibili, anche se non è cosa rara avere a che fare con pazienti che non accusano dolore e disturbi. Casi come questi vengono definiti emorroidi cieche.

Sfortunatamente la maggioranza dei pazienti avverte perdite perdita di sangue a ogni emissione materiale fecale, prurito, bruciore e senso di peso rettale.

Il sanguinamento è un sintomo da valutare attentamente nonché il maggior campanello d’allarme che deve portare a prenotare una visita dal proctologo. È importante sapere che quando il sangue è di colore rosso vivo, proviene dall’ultimo tratto del canale intestinale. Quindi quando il colore delle perdite vira al rosso scuro, vuol dire che la sede delle emorroidi si trova all’interno.

Il dolore è il secondo sintomo e campanello d’allarme associato alla patologia emorroidaria. Può presentare diversi gradi di intensità, dal semplice fastidio, durante l’evacuazione o da seduti, al dolore lancinante, nel caso in cui le emorroidi risultino infiammate. A prescindere dal tipo di sintomatologia che può essere avvertita e che può presentare le dovute differenza da un caso all’altro, è sempre consigliabile rivolgersi ad un medico specialista, piuttosto che affidarsi a cure casalinghe, il più delle volte inutili, se non controproducenti.

I consigli e l’intervento di un medico specializzato in proctologia possono aiutare a superare con facilità questo tipo di disturbi anali, e soprattutto, senza danni collaterali alla salute, le terapie rigenerative permettono al paziente di tornare alla propria routine in breve tempo e al massimo delle proprie potenzialità.

Le emorroidi sintomi: prurito, infiammazione, dolore, difficoltà di defecazione, fastidio nel rimanere seduti su superfici dure e nelle attività sportive o di movimento.

Se avverti questi sintomi non attendere un peggioramento prima di prenotare una visita proctologica.

Per non soffrire più di emorroidi i rimedi naturali e le cure palliative non hanno alcuna efficacia: solo un medico specialista può valutare il trattamento più adatto e efficace per risolvere definitivamente il problema.

Emorroidi Esterne

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Le emorroidi rappresentano un problema più frequente di quanto si pensi. In Italia, a soffrirne è il 15% della popolazione adulta, over 50.

Le emorroidi sono dilatazioni dei plessi venosi situati in corrispondenza dei tessuti dell’ultimo tratto del retto e dell’ano, l’aspetto e la consistenza di cuscinetti pieni di vasi sanguigni svolgono un ruolo importante nel ricambio di sangue a livello dell’ano e possono ingrossarsi causando dolore.

Emorroidi esterne cause: come abbiamo visto, le cause possono essere varie, ma rimane un’evidenza scientifica che le emorroidi sono la conseguenza di un prolasso o della distensione delle pareti venose. La pressione patologica che si viene a formare tra le pareti, determina la durezza delle emorroidi.

Ad eccezione di casi legati ad uno stato temporaneo, come la gravidanza, le emorroidi possono associarsi a malattie cardiache o essere considerate un segno precoce di altre patrologie, proprio perché esse sono prima di tutto, una patologia venosa.

Le emorroidi possono essere interne o esterne, a seconda del punto interessato.

Nello specifico le emorroidi interne non fuoriescono dal canale rettale e si collocano al di sopra degli sfinteri che regolano l’apertura del retto, nella membrana mucosa sottostante. La loro posizione le rende visibili dall’esterno solo in alcuni momenti, precisamente quando il paziente esercita una pressione per facilitare l’espulsione delle feci.

Al contrario, le emorroidi esterne si collocano nel tessuto sottocutaneo degli sfinteri e pertanto, sono visibili dall’esterno. La causa emorroidi esterne è, appunto, un prolasso dei tessuti.  Il loro colore è solitamente rossastro tendente al blu, la loro consistenza può essere più o meno dura a seconda dello stato del coagulo interno.

Come eliminare emorroidi esterne? In passato era molto diffuso l’intervento chirurgico, che prevedeva l’esportazione delle emorroidi o la loro “legatura” allo scopo di necrotizzarle. Tale intervento, doloroso e con tempi di recupero molto lunghi, non garantisce il pieno ripristino delle funzionalità. Tanto è che sono numerosi i casi di recidiva. Anche la diffusione di Erboristeria emorroidi e rimedi naturali di vario genere non porta i risultati sperati, poiché si tratta di rimedi palliativi e non definitivi.

Come curare le emorroidi

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Tutti i pazienti che soffrono di patologia emorroidaria si chiedono come curare le emorroidi?

I trattamenti casalinghi sono solo rimedi palliativi, come per esempio il tanto diffuso emorroidi rimedi ghiaccio. Le cure naturali per le emorroidi sono anch’esse poco efficaci quando la patologia emorroidaria ha interessato i tessuti interni e le mucose.

Oggi, grazie alle scoperte di nuovi principi attivi e rimedi farmacologici, è sconsigliato anche l’intervento chirurgico che prevede l’esportazione o l’attivazione del processo di necrosi del doloroso “grappolo” interno o esterno. Naturalmente, come è giusto chiarire in medicina, la terapia più efficace può essere valutata solo a seguito di una accurata visita proctologica, ed è riferita al caso specifico del paziente.

E’, tuttavia, corretto affermare che le terapie rigenerative di nuova generazione, curano le emorroidi senza controindicazioni significative nei casi più diversi.

Le emorroidi sono una patologia venosa, e pertanto la cura deve necessariamente agire sui tessuti e non solo nel rimediare alle conseguenze del prolasso dei tessuti rettali.

Il Dott. Marco Cosimi, medico chirurgo specializzato nella cura delle emorroidi ha ormai consolidato un approccio innovativo, indolore ed estremamente efficace che si basa sulle più recenti scoperte medico scientifiche in tema di cellule staminali.

Il metodo per non avere mai più emorroidi consiste in una serie di infiltrazioni indolore di salicilato di sodio tamponato in veicolo idroglicerico, un principio attivo che va diluito a seconda della gravità della patologia, direttamente nei gavaccioli emorroidari esterni ed interni, che, come è noto, possono essere presenti in numero variabile.

Tale tipologia di trattamento non necessita ricovero e lunghi tempi di degenza. Le infiltrazioni durano circa 15 minuti e il paziente viene mantenuto in osservazione per circa 1 ora, a scopo puramente tutelativo.

Grazie all’azione progressiva del salicilato di sodio tamponato in veicolo idroglicerico, il tessuto venoso inizia a recuperare il suo tono originario e la parete venosa si rigenera.

Il primo effetto delle infiltrazioni è proprio la scomparsa dei gavaccioli, in tempi variabili dai 20 ai 35 giorni dal primo trattamento.

Chi sono:

Sono un medico chirurgo iscritto all’albo della provincia di Roma e sono specializzato in Urologia, Chirurgia Vascolare e Generale; ho conseguito una laurea con 110 e lode in Medicina e Chirurgia presso l’università La Sapienza di Roma e ho ottenuto l’abilitazione professionale nell’Università di Cagliari. Le mie prime occupazioni sono state nel ramo della ricerca e dello sviluppo, fra le quali spicca la mia esperienza con il gruppo Janseen Beers, consociato della Johnson&Johnson.

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